Come è cambiato il Trinchese di Martano?
Tre domande all’ex rappresentante dei genitori Toto Tommasi.
D. COME E’ CAMBIATO IN QUESTI ANNI IL TRINCHESE DI MARTANO?
R. Dalla mia esperienza di genitore e di componente del Consiglio d’Istituto in questi ultimi cinque anni, ho potuto verificare che la scuola superiore S. Trinchese di Martano ha sviluppato dei tratti di cambiamento molto interessanti. Prima di tutto si è proceduto a formare una maggiore conoscenza e consapevolezza della sua presenza nel territorio e della sua qualità, non dando per scontato che proprio tutti conoscessero compiutamente questa struttura pur essendo praticamente sotto casa. In secondo luogo si è cercato di far capire quanto questa scuola debba e possa essere parte non solo importante, ma fondamentale per lo sviluppo culturale ed economico di un territorio come quello della Grecìa Salentina e di Comuni come Melendugno e Vernole (Terre di Acaya e Roca).
D. QUALI SONO I PUNTI DI FORZA DI QUESTA GESTIONE?
R. Gli aspetti maggiormente positivi dell’attuale gestione sono stati quelli, appunto, di aprirsi al territorio. I cittadini, non solo in quanto genitori ma proprio perché cittadini, e le Istituzioni, hanno avuto modo di “frequentare” la scuola, come la scuola si è proposta all’esterno e ha interagito con le istituzioni e i cittadini al di là dei normali rapporti istituzionali. Sia chiaro che molto c’è ancora da fare, ma tanto è già stato fatto, basta non sentirsi appagati e soddisfatti. Un altro aspetto positivo è stato la voglia e la capacità di ascolto delle indicazioni e degli stimoli che son potuti venire (e sicuramente continueranno a venire) sia dal mondo interno alla scuola che da quello esterno. Come voglia e capacità sono state alla base di qualunque progetto affrontato, anche in modi difficoltosi e in tempi ristretti, se quei progetti erano funzionali all’arricchimento dell’attività scolastica. Problematiche che l’attuale dirigenza ha affrontato e risolto con il coinvolgimento delle competenza e professionalità di tanti collaboratori.
D. QUALI SONO GLI ASPETTI CHE BISOGNEREBBE MIGLIORARE?
R. Molto è stato fatto, si diceva, tanto si può fare ancora, questo è chiaro. E su una questione mi sembra doveroso soffermarsi: la questione della didattica, la qualità dell’insegnamento. Una struttura che si apre al territorio, che si sente parte fondamentale del suo territorio, che attrae e deve attrarre tante energie da quel territorio ossia gli studenti, deve dare sempre il massimo a queste energie e poterle valorizzare. Il miglior viatico della qualità di una scuola è proprio l’opinione che gli stessi studenti, insieme alle proprie famiglie, esprimono nel corso del tempo. Quanto più si alza “l’asticella” della qualità dell’insegnamento valorizzando le migliori capacità e stimolando gli altri ad adeguarsi continuamente, tanto più si forma opinione positiva. Quanto più si ha una comune opinione positiva, tanto più la scuola attrarrà studenti e professori di qualità.
Fabio Tarantino