Sono incazzato contro la casta
Sono incazzato. Neanche quest’anno ho goduto delle nevi di Cortina, E, naturalmente non ho potuto assistere, “con goduria”, alle ispezioni dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate negli esercizi commerciali ed alberghi, grandi alberghi, della località dolomitica. Non che mi sia particolarmente simpatica quell’Agenzia, anzi. Però, questa volta la considero un’altra occasione di felicità perduta.
Ma sono ancor più incazzato contro alcune dichiarazioni di politici, Cicchitto – fra i tanti – per non fare nomi, i quali hanno definito l’azione un’operazione mediatica. Si è scatenato l’ira di dio. Ma ci rendiamo conto che quando a pagare è il solito noto non accade nulla. E, quando – finalmente – a pagare , probabilmente (perché non è affatto detto) è chi lo avrebbe dovuto sempre fare c’è stata una levata di scudi inimmaginabile.
Il povero uomo della strada, me compreso, avrebbe immaginato che – finalmente – tutti si sarebbero sollevati per esultare all’azione. Invece, no. Quei Suv di oltre centomila euro, quelle macchine di euro oltre…, quelle notti a cinquecento euro l’una, quelle serate a costi illimitati, sarebbero dovute passare inosservate, per non creare invidia, potrebbero giustificare. “Non si devono tassare le ricchezze”, ha sostenuto qualche politico. Immagino che debbano esserlo i lavoratori dipendenti – pensionati, se no, chi altri? Ed immagino, ancora, che i politici, mi auguro che non siano tutti (non vorrei passare per chi criminalizza la politica, anche se oggi non è facile salvare qualcuno) non vogliano nemmeno loro pagare il dovuto. Altrimenti, perché questa difesa ad oltranza della ricchezza e di quella evasa, sopratutto? Che fosse reinvestita, almeno. Invece, no. Come non essere arrabbiati, anzi incazzati? I nostri signori politici, peraltro, devono farlo. Se no, anche loro sarebbero additati come evasori: diventerebbe persino legale. E, per dire del loro stato di onestà, dispongono di un portaborse che, sulla carta, dovrebbe percepire qualcosa come 4.500 euro. Soldi dello Stato, ovvero, nostri. Ebbene, questi signori politici non glieli danno tutti. Al loro dipendente trattengono qualcosa come 3.500 euro, quando va bene. Il nostro ex presidente giustificava: “ uando ad un cittadino si chiede di lasciare al fisco il 50% del proprio guadagno questi si sente autorizzato ad evadere”. Figuratevi i suoi sodali cosa devono fare. Per tirare un poco di somme, se non ci disperdiamo. Lor signori, come li chiamava Meloni (non ricordo più il suo nome e non sono neanche sicuro che il cognome fosse Meloni), alias Fortebraccio sull’Unità di secoli fa (questo si, me lo ricordo), recalcitrano. Noi, vorremmo- invece- una volta tanto- levare la nostra flebile voce a favore di quella azione, magari inventandoci qualche azione a sostegno, qualche azione ribelle che parta proprio dai nostri piccolissimi paesi, una volta tanto. Una volta tanto non a seguito, ma seguiti. E chissà se non giunga qualche bella idea. Pensateci ragazzi.
Un abbraccio
Fernando Durante