Allora Napolitano!
Deluso ed amareggiato. Non per la rielezione di Napolitano, per carità, l’unico che può superare questo momento di tragedia della politica politicante, anche se a tempo. Ma per quel che ha espresso il PD in sede di elezione, a scrutinio segreto, di fronte all’Italia. Lo avesse fatto il Pdl non me ne sarebbe fregato nulla. Questo- peraltro- in quel partito non può accadere. Lì c’è uno e solo uno che comanda ed impone: non si discute. Ma il Pd, no! Che- invece- ha dimostrato di essere un partito composto da bande che si combattono subdolamente. Palesemente, questi ipocriti non lo avrebbero mai fatto.
Ogni gruppo ha realizzato la propria vendetta facendola pagare a gente degna di fare il Presidente, Marini (io sono sempre stato iscritto alla Cgil fino all’ultimo giorno di lavoro), ma stimo l’ex sindacalista della Cisl come persona seria, e Prodi. L’un contro l’altro armati nel Pd li ha bocciati entrambi. Ed il tanto sbandierato amore per l’Italia? Il tanto dire “fare presto i mercati non attendono”, dov’è andato a finire. Mi sono reso conto che della passione politica degli iscritti al partito non gliene frega niente a nessuno. Pugnalar in questo modo squallido i tentativi di Bersani ha voluto dire che anche fra i Democratici c’è gente che aspetta il momento per la sua piccola vendetta, per marcare i confini del proprio orticello. Vergogna! Ho scritto in altro momento che la maggioranza degli italiani ha votato per Berlusconi, e forse continuerà a farlo, per difendere quell’infimo interesse illegale che nasconde. Incurante del bene comune. Bersani, invece, è fin troppo una persona per bene. Il rischio che riportasse il senso della legalità nella vita pubblica era alto. Perciò pugnalarlo alle spalle è stato il sistema praticato per affondare quella idea. Forse anche lui ha sbagliato qualcosa, anzi, ha sbagliato certamente, almeno in campagna elettorale.
Peraltro, non essere andati alle elezioni, per dire una, quando avevamo ben 14 punti di vantaggio sull’avversario è stato un errore. Ma, quel senso di responsabilità ci ha penalizzato. Potevamo fare altrimenti? Forse si, peccato. Ma non mi sento di mettere in croce chi doveva essere difeso fino in ultimo. Rispettando, fra l’altro le volontà di chi ha votato, tutti, a favore della candidatura di Prodi. Ma, chi ha tradito? Gli uomini di D’Alema? E’ questa la voce popolare. Certamente, chi nel professore ha visto il vecchio Dc, la vecchia Balena Bianca. Ma, si poteva votare Stefano Rodotà? Io lo avrei fatto, alla fine, pur di portare a casa, almeno la speranza di mandare in pensione il Pdl. Si, perché senza di lui quel partito è morto. Invece, non lo si è votato perché così aveva deciso l’assemblea a maggioranza (Prodi): Democrazia, poi violata. Ma, si poteva votare uno proposto da chi immagina di uscire dall’Unione europea, di uno che dice tutti da mandare via con un calcio in culo, da uno che non fa parlare i rappresentati del popolo,il suo, con i giornalisti perché “servi di loschi padroni?”. Io continuo a dire di si, pur di raggiungere uno scopo notevole. Così, invece, ci ritroviamo il buon Napolitano, ob torto collo. Per buona pace di chi ha tramato. E, per dirla tutta, neanche il comportamento di Renzi mi è piaciuto. Ha parlato troppo e contro, proprio nel momento in cui doveva stare zitto. Semmai appoggiare il tentativo di Bersani turandosi il naso, se fosse stato necessario. Invece, anche lui ha sparato sul pianista. Ora tutto è, di fatto, azzerato. Si riparte? Chissà. Io lo spero di cuore e se devo votare Renzi lo voterò, turandomi il naso, pur di far vincere il partito che, più di tutti gli altri, si identifica con la mia idea, appassionatamente.
Fernando DURANTE