Carpignano Salentino: ritorna la Summer School dal 20 al 29 Agosto
Al via la 2° Edizione della Summer School di Arti Performative e Community Care: “Narrazioni dalla terra per la terra. Piccole e grandi migrazioni di ieri e di oggi”.
Riecheggiano ancora parole e suoni dell’edizione 2012 e già si dà avvio alla 2° edizione della Summer School di Arti Performative e Community Care, promossa da EspérO, azienda spin-off dell’Università del Salento,in collaborazione con il Comune di Carpignano Salentino, Officine Culturali, associazione sita a Carpignano Salentino, col patrocinio del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’ateneo leccese, col concorso del Consiglio Didattico dei corsi di studio di Area Pedagogica e altri soggetti pubblici e privati, tra cui l’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina.
Principio fondante l’iniziativa, l’idea secondo cui le arti performative costituiscono strumenti di sensibilizzazione della comunità, sviluppo di consapevolezza di avere il potere di fare e attivazione di processi partecipativi. Strumenti rispetto ai quali i partecipanti matureranno conoscenze e competenze.
Carpignano Salentino è un luogo simbolicamente pregno di significati. Lì, infatti, nel 1974 fu inaugurato il costrutto (e la relativa pratica) di “baratto culturale”, grazie ad Eugenio Barba e alla compagnia, da lui diretta, dell’Odin Teatret.
La presenza dell’Odin Teatret e le azioni che ne conseguirono furono per la comunità un elemento di perturbazione che innescò processi di attivazione sociale, con echi capaci di propagarsi fino ad oggi.
Raccogliendo l’istanza pedagogico-comunitaria di quella stagione espressa dall’Odin Teatret a Carpignano Salentino, si è voluto dar vita ad un’articolata iniziativa formativa rivolta ad operatori sociali, studenti del servizio sociale e della formazione, attori, registi, musicisti, filmaker, ma anche amministratori locali, affinché possa cogliersi la valenza sociale dell’arte, in virtù del suo potenziale di mobilizzazione delle concrezioni di significati depositati nel senso comune e nelle routine quotidiane.
Obiettivo fondamentale della Summer è quindi quello di innescare processi di capacitazione.
Nello specifico, in questa edizione 2013, si affronteranno il tema della terra, sfruttata ovvero depauperata e luogo di sfruttamento, contemporaneamente fonte di sostentamento e sede di sofferenza, e quello delle migrazioni ad essa connesse.
Finalità dell’attività formativa è dare gli strumenti ai discenti per risemantizzare la terra, a partire dai significati che le generazioni precedenti le hanno assegnato, per recuperare un rapporto terrà-comunità locali, volto a promuovere il rispetto del territorio e praticare nuove sostenibili forme di economia e di lavoro, cercando di rendere le comunità locali artefici di un tentativo di contenimento del processo di espropriazione, cui la globalizzazione ci sottopone.
Dunque, dopo il successo dello scorso anno, successo testimoniato dal gradimento ed entusiasmo degli ex-summerini, nonché della comunità che ha avuto modo di prender parte all’iniziativa, si è pronti a ripartire. E si riparte proprio con i partecipanti della 1° edizione, coinvolti in un Laboratorio di scrittura narrativa “Verso la Summer 2013” che esiterà nella stesura di un canovaccio, base per il successivo Laboratorio di Teatro di Comunità.
E ancora si riparte dai testimoni locali, da un viaggio in pullman, “Viaggio a le Calabrie” dei contadini salentini che tra gli anni 1950-70 furono interessati da processi migratori interni, e che oggi ripercorrendo quei luoghi, hanno raccontato storie legate ai ricordi di quegli anni, con emozione e meraviglia alla vista di un territorio profondamente trasformato.
La scuola vedrà l’alternarsi di seminari teorici e performativi tenuti da docenti, esperti del settore e artisti con momenti laboratoriali nel corso dei quali, attraverso un percorso drammaturgico teatrale, prenderà corpo la performance finale di restituzione dei risultati alla comunità, con l’auspicio di giungere ai cuori e alle coscienze dei presenti, perché il momento conclusivo del percorso formativo dei partecipanti apra nuovi spazi di riflessione, condivisione e margini di intervento nella comunità.
La Redazione