Castrignano dei Greci: minaccia all’ex sindaco Amato
Minacce di ispirazione mafiosa sono state recapitate all’ex sindaco di Castrignano dei Greci, Donato Amato.
Una busta di tipo commerciale a lui indirizzata conteneva una pallottola di calibro 20. Era accompagnata da una lettera in cui si suggeriva all’ex primo cittadino di non gioire troppo della vittoria del neo sindaco, Antonio Zacheo, di cui Amato è stato sostenitore. Perché, e qui – la minaccia più velenosa- pare contenga l’esplicito riferimento ai figli ed alla famiglia più in generale, “stai attento, pensa ai tuoi figli ed a tua moglie”, pare sia scritto. Il condizionale è d’obbligo, in presenza di mancanza di verifiche. Della lettera, naturalmente, non si ha copia. Anzi, la notizia è stata tenuta nascosta. Solo mercoledì sera, l’ex primo cittadino ha messo al corrente della cosa i sostenitori del neo sindaco nel corso di una riunione presso la sede del Comitato elettorale a cui è stato presente insieme alla moglie, senza- peraltro- entrare nei particolari.
Probabilmente, l’ex sindaco ha voluto rivelare il fatto per non sentirsi solo, ha chiesto conforto e solidarietà a quella gente di cui si fida. L’increscioso episodio è coperto da segreto in quanto è stato preso in consegna dai Carabinieri e dalla Digos per i futuri accertamenti.
Al cronista, Amato, raggiunto telefonicamente, non ha rilasciato alcuna dichiarazione, confermando soltanto l’accaduto. In paese, infatti, sono pochi ad esserne a conoscenza. Si può solo immaginare che la minaccia abbia radici profonde. Antichi rancori, maturati nel corso della sua sindacatura, ricerca di una vendetta a lungo repressa, che si sarebbe realizzata con l’amarezza dell’auspicata sconfitta del neo sindaco, sostenuto dal suo ex collega. Nient’altro si potrebbe ipotizzare.
La campagna elettorale appena conclusa, fra l’altro, non è stata delle più velenose. Le prime avvisaglie di eventuale scontro sono state subito superate per lasciare spazio ad un confronto civile, com’è nella tradizione del paese. Fortemente voluto, da tutti i candidati a sindaco. Almeno apparentemente, quindi, non c’è stato uno scontro tale da giustificare intimidazioni del genere. Nel momento in cui Amato ha rivelato ai presenti il ricevimento della lettera minatoria, qualche amico che è stato presente all’annuncio, confida che nella sala in festa è calato un silenzio surreale.
Qualcuno ha tentato di chiedersi il perché, senza trovare una spiegazione accettabile. Tutti i ragionamenti- al momento- avrebbero condotto ad ipotesi di qualche decisione non digerita da parte di qualche cittadino. Ma, per arrivare ad inviare una minaccia del genere, ci vorrebbe ben altro. Anche perché il paese non è mai stato contenitore di presenze pericolose, gente da temere.
E’ probabile che ci possa essere stata qualche decisione mal digerita, nel corso di una sindacatura può accadere. Anche perché richieste che, per un cittadino, possono sembrare normali, alla verifica dei fatti non risultano legali, non si può dare il nulla osta, è il dovere di ogni sindaco è rigettare la domanda. Non è voler accontentare il richiedente, è applicare la legge a cui un sindaco è chiamato rispondere. Intanto, il paese si sveglierà con una realtà che non è la sua.
Fernando Durante
le minacce fatte alla persona dell’ex Sindaco sono frutto di violenze che nessuno può accettare e che sicuramente non servono a far cambiare il modo di essere e il comportamento corretto di un sindaco che ha fatto del costante impegno, dell’attaccamento alla cultura del proprio territorio, del benessere comune, i suoi principi nel corso dell’amministrazione.
Mino Deta.