Dopo il rame al cimitero di Borgagne spariscono anche gli alberi
E’ giallo sull’abbattimento dei cipressi all’ingresso dell’area cimiteriale.
A Borgagne, ogni tanto, si muove qualcosa. Stavolta a muoversi sono stati gli alberi. Anzi, rimossi senza colpo ferire dalla fiera amministrazione del capoluogo melendugnese. Si sa per tutto c’è un rimedio, ma il taglio degli alberi ha significato per molte amministrazioni pubbliche una vera e propria Caporetto. Tutto viene ristrutturato, rimodellato, rifatto in un comune ma gli alberi no.
Il compianto Sergio Endrigo ci ha insegnato con i suoi versi a comprendere velocemente l’importanza degli alberi. Noi della redazione di Corte Grande, da sempre battaglieri e irriducibili sognatori di un mondo green, con molti alberi e pochi pali, siamo sbalorditi ogni qual volta vediamo una amministrazione pubblica rinunciare, scientemente, alla tutela del suo patrimonio arboreo.
Il fatto che accaduto nei giorni scorsi a Borgagne ha lasciato a bocca aperta tutti quanti e ci si chiede se l’amministrazione abbia agito secondo l’iter previsto per gli abbattimenti degli alberi.
Certo è che il consigliere di minoranza Mauro Russo si è recato sul posto subito dopo l’avvenuto scempio e ha immediatamente fatto un’interrogazione al sindaco per avere tutte le delucidazioni del caso. Durante l’abbattimento degli arbusti poi è stato acceso un fuoco all’interno al seguito del quale, mezzo cimitero è rimasto senza l’energia elettrica. Coincidenza? L’amministrazione attuale vocifera che gli alberi fossero oramai secchi, che fossero pericolosi, ma a dire dei visitatori abituali del cimitero la situazione non era così grave da permettere l’abbattimento dei due cipressi.
Quella del cimitero è una strana questione, il malumore dei borgagnesi nasce dal fatto che il cimitero ha orari di apertura simile ai grandi negozi e per di più un giorno alla settimana rimane chiuso. Quello degli alberi è un argomento che tocca non solo l’ecologia e la tutela del territorio ma si sofferma sulla storia dei due cipressi oramai icone del cimitero, un pezzo di storia . Diceva Kahlil Gibran, “Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine.”
Maria De Giovanni
Le uniche presenze viventi in un cimitero sono i vegetali. In particolare i cipressi che vivono oltre i duemila anni. Gli amministratori di Borgagne hanno deciso di eliminare una testimonianza, secondo loro, ingombrante. E’ questo un gravissimo errore commesso da chi non sa gestire la cosa pubblica………e………..nemmeno la “cosa” privata.