Futuri Possibili: reactivicity Old spaces/new uses
Dal 24 ottobre al 24 novembre 2013 Bari, Altamura, Maglie, Gravina in Puglia.
Negli ultimi anni il mattone è stato a lungo il motore di un falso sviluppo urbano ed economico delle città. La crisi, di conseguenza, ha moltiplicato il numero di spazi urbani dismessi e abbandonati. Oggi la creatività, l’innovazione sociale, la sostenibilità ambientale e il design possono essere il motore di una ri-attivazione sostenibile dei luoghi, di una vera e propria rigenerazione.
In che modo attivarsi, quali norme rispettare, come progettare e molto altro sono tutte domande che verranno affrontate durante “Reactivicity, Old Spaces, New Uses”, percorso formativo realizzato con il contributo dell’iniziativa Laboratori dal Basso, azione della Regione Puglia, cofinanziata dalla Ue attraverso il PO FSE 2007–2013, organizzato dalle associazioni Pop Hub, XScape, Garden Faber, Esperimenti Architettonici, Siamo Tutti Tufi, Undergrà, Vuoti A Rendere, In-Cul.Tu.Re, che attraverserà la Puglia dal 24 ottobre al 24 novembre con sei workshop itineranti.
“Reactivicity” è un percorso collettivo “itinerante” di apprendimento teorico e laboratoriale, sul tema del riuso creativo degli spazi dismessi.
Il laboratorio, strutturato in sei appuntamenti con lezioni e workshop tra il 24 ottobre e il 24 novembre, si propone di approfondire il tema del riuso creativo degli spazi urbani e del patrimonio edilizio dismesso o inutilizzato, con un duplice obiettivo: formare competenze e strategie per il recupero e la riattivazione con programmi, metodi e pratiche d’intervento; promuovere la condivisione di informazioni ed esperienze, la partecipazione civica, la sperimentazione di pratiche di scoperta, riappropriazione e cura degli spazi.
L’iniziativa è nata dall’incontro e la cooperazione tra giovani realtà attive nel territorio pugliese (Pop Hub, XScape e Garden Faber – Bari, Vuoti a Rendere, underGRA, SIAMO TUTTI TUFI – Gravina in Puglia, in-Cul.Tu.Re. – Grecìa Salentina, Esperimenti Architettonici – Altamura), che si propongono di aprire una riflessione sul tema del riuso sostenibile e creativo del patrimonio dismesso, affrontando le diverse problematiche relative le modalità d’intervento dal punto di vista funzionale, normativo e di fattibilità. Attraverso il racconto di esperienze che hanno avuto luogo in altri contesti e attività pratiche di progettazione guidate da esperti nazionali e internazionali, il laboratorio sperimenterà nuovi approcci progettuali al tema del riuso.
Il laboratorio si rivolge a tutti gli attori coinvolti nella cura e nella gestione delle città nelle sue declinazioni, ai cittadini, alle associazioni, agli amministratori e a chiunque sia interessato alle dinamiche di sviluppo sostenibile e innovazione sociale. Si avvicenderanno in qualità di docenti professionisti, progettisti ed esperti impegnati nelle pratiche di trasformazione creativa dello spazio urbano.
26 ottobre
@ Ex-concerie Lamarque, Maglie (LE)
I luoghi produttivi, dalla materia alla cultura
Antonio Nicoletti, Casa Cava (http://www.casacava.it)
Federico Ottolenghi, SPAZIO MIL – Sesto San Giovanni (www.spaziomil.it, www.sestosg.net)
“Recupero e rifunzionalizzazione di luoghi per la cultura. L’esperienza di Casa Cava nei Sassi di Matera”
Il Laboratorio si articola in una prima fase dedicata alla descrizione del lungo processo che ha portato all’apertura di Casa Cava, antica cava ipogea poi trasformata in discarica, quindi murata e dimenticata per decenni. A partire dall’iniziativa di un’associazione culturale, l’Onyx Jazz Club, nel finire degli anni Ottanta, ebbe inizio un processo di concertazione pubblico-privato che ha portato, con l’intervento del Comune di Matera e con il programma Visioni Urbane della Regione Basilicata, al completamento di un progetto di restauro e di rifunzionalizzazione cui è stato recentemente assegnato il premio internazionale Architettura in Pietra. Oggi la struttura rappresenta uno dei principali contenitori per la creatività nella città dei Sassi e rappresenta un importante asset per la candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura 2019.
La seconda parte del Laboratorio verrà dedicato all’approfondimento di tematiche legate alla gestione del sito, attualmente caratterizzata da forti criticità (economiche, organizzative, ecc.) che verranno analizzate nei loro aspetti generali e specifici. I partecipanti saranno stimolati a riflettere su realtà simili e a loro note, proponendo soluzioni gestionali da discutere e approfondire nel corso della sessione di lavoro.
Antonio Nicoletti, Ingegnere, Dottore di Ricerca in Urbanistica e Pianificazione Territoriale, Professore a contratto presso l’Università degli Studi della Basilicata nelle discipline della pianificazione territoriale e urbanistica. Membro del consiglio direttivo e Direttore Artistico dell’Onyx Jazz Club di Matera e membro del Consiglio Direttivo del Circolo La Scaletta.
“Il Carroponte e Spazio MIL nel Parco archeologico Breda a Sesto San Giovanni. Riqualificazione urbana e riuso del patrimonio industriale”
Una comunità che si è trasformata da borgo agricolo in “città delle fabbriche” e un museo che unisce modernità e memoria storica oltre la semplice esposizione di macchine e manufatti industriali. Il Museo dell’Industria e del Lavoro (MIL), situato all’interno del Parco Archeologico Industriale ex Breda, rappresenta una forte testimonianza di riqualificazione urbana. Un luogo suggestivo che ospita al suo interno l’archivio Giovanni Sacchi (modellista del design industriale), il ristorante Il Maglio e uno spazio teatrale. Del museo fa parte anche il monumento Carroponte, oggi trasformato in arena estiva per concerti e spettacoli all’aperto. Dopo aver richiamato i tratti essenziali della città delle fabbriche nel XX secolo, verrà presentato l’intervento in area Breda all’interno del processo di acquisizione della consapevolezza dell’importanza del patrimonio industriale e della sua valorizzazione, fino al progetto di candidatura all’Unesco. Verrà analizzato il processo di trasformazione del Parco Breda nell’arco di quindici anni, focalizzando l’attenzione sugli attori, istituzionali e no, sulle fonti di finanziamento, sul rapporto con l’opinione pubblica e con gli attori sociali, evidenziando successi e difficoltà.
La seconda parte del Laboratorio verterà su altri casi cittadini di conservazione e riuso, accennando alla Campari, al MAGE e alle aree Falck, per mettere a fuoco alcune costanti e variabili. Le conclusioni saranno tratte per mezzo di un laboratorio interattivo, finalizzato a individuare esigenze, punti di forza e di debolezza del recupero e riuso di beni storici attraverso il confronto fra le esperienze citate o conosciute dai partecipanti.
Federico Ottolenghi, Direttore delle Relazioni esterne del Comune di Sesto San Giovanni e responsabile del progetto Sesto per l’Unesco
Evento a cura di: progetto In-Cul.Tu.Re.
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La Redazione