Gli scavi di piazza S. Antonio a Borgagne: to be continued…
A circa 6 mesi dalla fine dei lavori di scavo archeologico, effettuati in piazza S. Antonio a Borgagne, ritorniamo sull’argomento. Soprattutto perché non se n’è parlato più da allora.
Di quell’area archeologica, che aveva incuriosito molti, oggi si vede poco: sul nuovo pavimento della piazza si notano appena le sagome realizzate in corrispondenza delle tombe a fossa ritrovate, ed è davvero difficile intuire che cosa siano realmente. In quel punto gli scavi (effettuati con attenzione, sì, e anche con una certa sollecitudine) avevano rivelato diverse sepolture risalenti molto probabilmente all’Età Moderna (XVI-XVIII secolo), scheletri umani, piccoli cocci di ceramica, monete, oltre ai resti di un muro e di alcuni granili.
Già sei mesi fa l’amministrazione aveva pensato di divulgare e rendere visibili queste scoperte, e la realizzazione delle sagome sul pavimento era concepita in questo senso. Mancano, però, dei pannelli didattici che illustrerebbero il sito, ovviamente da installare in seguito ad uno studio di tutti i reperti che attualmente si trovano presso la Soprintendenza per i beni culturali di Lecce. L’idea era anche quella di conservare i resti, una volta studiati dagli esperti, presso un qualche edificio comunale di Borgagne (la nuova torre dell’orologio, o anche i locali in via Lecce).
L’archeologa Cinzia Mazzotta, che ha realizzato i lavori di scavo, e il vicesindaco Fabio Bufano, recentemente interpellati sull’argomento, assicurano che a partire da settembre l’amministrazione si occuperà di provvedere ad una adeguata valorizzazione del sito; la qual cosa ci auguriamo che avvenga nella migliore delle maniere, perché finalmente si possa godere di queste scoperte e conoscere qualcosa in più sul passato della nostra piazza.
Alberto Rescio