Guida Enogastronomica Salentina: Dolci

Il più celebre di tutti è probabilmente il pasticciotto, che noi tutti conosciamo, ma che sempre più viene proposto da alcune pasticcerie nei principali centri italiani. La bontà che si sprigiona da un semplice involucro di pastafrolla ripieno di crema (pasticcera o al cioccolato) ha davvero qualcosa di incredibile. L’avventura del pasticciotto comincia nel lontanissimo, ma nemmeno poi tanto in confronto ad altre specialità, anno 1745. Il pasticcere Ascalone di Galatina, dopo aver realizzato una torta nota che sono avanzate delle piccole parti di pastafrolla e così, anziché gettarla, realizza il primo esemplare di pasticciotto, così chiamato perché pensava di aver “fatto un pasticcio” e lo regala al primo avventore. Contro le previsioni, l’avventore diventa subito cliente chiedendo nuovi pezzi del pasticciotto, cominciando una produzione in serie che nel tempo si diffonderà in tutte le pasticcerie salentine.
Altri dolci, meno conosciuti però fuori dai confini locali, sono i mustazzoli (nome completo mustazzoli nnasprati, cioè ricoperti del “naspro”, ossia la glassa) realizzati anche in Sicilia e tipici del periodo natalizio. L’origine è antica, forse araba, mentre l’usanza del consumo natalizio è piuttosto recente e risale al secondo dopoguerra, per merito di un gelataio ambulante che ebbe l’idea di vendere i mustazzoli nelle feste patronali per poter avere delle entrate anche nel periodo invernale. Si tratta di pasticcini densi, dal gusto molto particolare che vien fuori dal mix i più ingredienti diversi come farina, zucchero, cannella, mandorle, racchiusi in un guscio di glassa al cioccolato. Non c’è una ricetta fissa per i mustazzoli ed ogni pasticcere applica delle varianti proprie. Oggi sono ancora diffusissimi in forni, biscottifici e pasticcerie della Provincia di Lecce.
Un dolce che è anch’esso tipico, ma meno sinonimo di “salentinità” è la cupeta, essendo diffusa con nomi differenti anche in Sicilia, nel resto della Puglia, nonché del Sud Italia ed è generalmente nota con il nome di “croccante”, diventando a tutti gli effetti una produzione estesa su tutto il territorio nazionale. La cupeta si trova tradizionalmente in tutti i camioncini che affollano le vie delle bancarelle nelle feste patronali, con la bellezza di vederla preparare direttamente sul posto dai celebri “cupetari”. Un tempo, venivano preparate cupete di tante forme diverse ciascuna delle quali forniva un messaggio per le ragazze, ma questa pratica non si è conservata fino ad oggi.
Il dolce più fresco tipico della nostra terra è invece lo spumone, anch’esso di gran voga nelle feste patronali. Lo spumone viene venduto incartato, solitamente presenta due gusti (nocciola e cioccolato) o un unico gusto, con all’interno un soffice nucleo di pan di spagna che può essere arricchito in vari modi: con liquore, con caramello, con mandorle…anche qui, vi è ampio spazio all’inventiva dei gelatai.
Siamo arrivati in fondo al nostro percorso attraverso le migliori specialità enogastronomiche salentine. C’è spazio per un “piatto” salentino anche a conclusione del nostro pranzo: il caffè in ghiaccio, con eventuale aggiunta di latte di mandorla, è una variante tutta salentina del rito italiano del caffè, mutuata da una tradizione spagnola fatta propria durante la dominazione nel Seicento. Ecco perché, ahinoi, se lo chiedete nei bar fuori dai confini locali difficilmente sapranno capirvi o prepararvelo nel migliore dei modi!
Per tutto ciò che abbiamo tralasciato, non vi resta che leggere l’infografica di Nelsalento.com riproposta qui di seguito, oppure la guida per scoprire tutte le ricette…buon appetito!
La Redazione
Condividi :