Il dopo Potì è Potì
Il segreto delle urne ha riservato una sorpresa per molti. Il neoeletto sindaco di Melendugno e Borgagne è Marco Potì, un giovane appartenente alla famiglia che per 40 anni ha governato il Comune. La battaglia è stata dura e si è giocata, soprattutto a Borgagne, fino all’ultimo con circa ottanta voti a favore delle lista Potì a scapito di quella capitanata da Giausa, che ha al suo interno il candidato più suffragato in assoluto, il vicesindaco uscente e facente funzione di sindaco Mauro Russo, con più 13 voti rispetto al neo vicesindaco Bufano.
Il primo, infatti, ha allargato il suo bacino con 118 preferenze in più, mentre il secondo, dopo tre anni di assessorato al bilancio, ha raddoppiato i consensi a suo favore. Ottima performance anche quella di Simone Dima, che con 210 voti a 24 anni è già alla sua seconda esperienza aministrativa. E’ stata la lista guidata da Felline, comunque, quella al di sotto delle aspettative, conquistando il terzo posto, ma con un distacco che fa presagire qualcosa di più. Camassa e i suoi “rottamatori” hanno fatto il loro gioco, sottraendo un centinaio di voti alle altre compagini elettorali. Almeno a Borgagne Alessano, candidato per quella lista, ha mostrato il volto di una politica al di fuori delle logiche di partito, dei sotterfugi e delle minacce e portata avanti con semplicità e dignità.
Il risultato di queste elezioni è sicuramente il frutto di alcuni errori politici. Il più eclatante è stato quello di Mauro Russo, che ha pagato la scelta di essere stato l’unico candidato di Borgagne nella lista n°1. Si è sopravvalutata, inoltre, la spinta al cambiamento che a Melendugno doveva tradursi in un rifiuto di tutto ciò che appartiene alla storia, merito sia della figura di Bufano che della campagna di Potì, che ora è chiamato a dimostrare di essere prima di tutto Marco, come recitano i manifesti elettorali.
La lezione più importante da apprendere da queste comunali è che le minacce, l’inganno, l’ingiuria non portano voti, ma causano quella sensazione di nausea, che la politica italiana provoca in tutti ormai. Si è capito anche che è sempre la politica a vincere sui personalismi e i gruppi di interesse. La differenza, infatti, l’ha fatta Fabio Bufano, un borgagnese stimato e rispettato non solo a Borgagne ma anche a Melendugno. La sua figura incarna quella di un professionista competente e di un buon padre di famiglia, le cui umili origini non ne hanno impedito la sua realizzazione sia al livello sociale che personale. L’ha contraddistinto, anche in campagna elettorale, la capacità di mantenere un certo fair play, contrariamente ad altre personalità borgagnesi in vista.
Insomma, sono stati molti gli ingredienti della ricetta, che hanno consegnato la vittoria in mano a Potì, non ultima la promessa di rinunciare ad una parte cospicua della sua indennità da sindaco, in un momento in cui l’argomento costi della politica è quello più sentito dagli italiani. La nuova maggioranza deve ora dare prova di coerenza e di impegno a favore dei cittadini, ai quali spetta interessarsi, partecipare e conoscere per essere i primi garanti del bene della collettività.
Palmina Surdo