Il senatore Cosimo Gallo scrive al Ministro dell’ambiente per la questione “trivellazioni” nel Mar Adriatico
Il senatore Cosimo Gallo ha presentato in questi giorni una interrogazione al ministro dell’ambiente Clini
relativamente alla questione delle due navi petroliere della società inglese Northern Petroleum presenti da alcuni giorni nelle acque antistanti le coste pugliesi, nel tratto compreso fra Bari e Santa Maria di Leuca.
“Le suddette navi” – scrive Gallo – “dovrebbero avviare a breve le attività di trivellazione per la ricerca di idrocarburi al largo delle coste antistanti la costa di Ostuni. Le amministrazioni dei Comuni salentini e ionici interessati, molti dei quali hanno conquistato la bandiera blu della Fondazione per l’educazione ambientale (FEE) respingono unanimemente il piano di trivellazioni della società inglese. In particolare le istituzioni locali sono tutte coese nel ritenere il mare una risorsa da salvaguardare e non barattabile”.
“Secondo alcune indiscrezioni, inoltre” – prosegue il senatore del pdl – “gli idrocarburi presenti nel mare in questione sarebbero di scarsa qualità e, pertanto, la loro eventuale estrazione comporterebbe un danno ambientale notevole a fronte di un investimento poco utile. Considerato che il Ministro in indirizzo, nel corso di un’audizione nella 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) nel novembre 2011 per illustrare i punti cardine dell’attività di Governo, ha fatto riferimento alla salvaguardia delle coste nazionali affermando che “i danni delle contaminazioni sono superiori ai vantaggi e che è inimmaginabile che vi siano giacimenti così grossi da soddisfare un certo fabbisogno energetico”.
“E considerato che le coste e il mare pugliesi sono noti per la precipua bellezza che li caratterizza e la conseguente capacità di attrarre numerosissimi turisti da tutto il mondo e che un’eventuale attività di estrazione di idrocarburi rischia di danneggiare irrimediabilmente dette coste e il mare antistante provocando seri danni all’economia locale a forte vocazione turistica già fortemente provata dalla crisi globale in atto e i rischi di inquinamento delle acque del mar Adriatico, per conformazione geomorfologica più facilmente assimilabile ad un grande lago che ad un mare aperto, sono altrettanto gravi con ripercussioni sia sulla flora che sulla fauna ittica e comprometterebbero l’intero bacino, l’interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda sopra riportata e, in caso affermativo, se e in quali modi intenda intervenire al fine di sospendere i processi autorizzativi avviati ma non ancora conclusi relativi alla ricerca e alla coltivazione di idrocarburi liquidi nel mare Adriatico”.
La Redazione