INCONTRI CHE CAMBIANO
Alle porte di un nuovo Natale, in attesa di tornare a Martano, dalla provincia di Vicenza, per festeggiare con parenti e amici, incappo in Corte Grande e penso che vorrei parlare con i suoi lettori di incontri con persone straordinarie. Lo vorrei fare perché il Salento, terra di bellezza, fatica e coraggio, è soprattutto terra di persone autentiche, non ancora anestetizzate dal cinismo e dalla superficialità, che sanno cosa vuol dire ascoltare, accogliere e non restare indifferenti.
Qualche tempo fa ho conosciuto due persone, Ketty e Tatiana. Le mani di Ketty sono mani che si occupano di riabilitazione psicomotoria di bambini con problematiche gravi di disagio psichico, emotivo e fisico. Gli occhi di Tatiana, invece, sono occhi capaci di cogliere quel che unisce nella differenza e si trasformano in fotografie di donne e uomini di etnie, religioni e età diverse che comunicano però con la stessa lingua di speranza, fede e umanità. Ketty e Tatiana fanno parte dell’associazione Il Filo, promotrice del Progetto Effetà.
Mi colpisce come il Progetto Effetà abbia forti assonanze con il nostro Natale, Natale che parla a credenti e non credenti da una culla lontana.
Siamo a Betlemme.
Siamo nel buio della notte senza suoni delle orecchie di bambini che non sentono.
Siamo davanti a tante porte chiuse che non accolgono: i posti di blocco e i muri che dividono i Territori Occupati.
Siamo davanti ad un edificio che pur nella sua essenzialità e semplicità decide di aprirsi a chi ha bisogno di essere accudito e protetto: l’Istituto Paolo VI.
Siamo di fronte ad un stella che annuncia speranza: le Suore Dorotee che operano in Palestina.
Siamo al cospetto di chi non possiamo ignorare.
Effetà è un Progetto che si occupa a Betlemme della rieducazione audiofonetica dei bambini audiolesi residenti nei territori Palestinesi, offrendo la possibilità di seguire la scuola dell’obbligo, risiedere nella struttura, usufruire di un intervento logopedico individuale e di supporto sociale, partecipare ad attività ludiche e di accudimento. Cosa vuol dire essere un bambino sordo palestinese, partire tre volte svantaggiato rispetto ad un futuro che neanche sembra possibile, lo sanno bene Ketty e Tatiana, che da quando hanno visto con i propri occhi hanno deciso di trascorrere ogni Natale nel centro di Betlemme e di supportarlo in ogni modo. L’associazione Il Filo, di cui fanno parte, sostiene a distanza il Progetto Effetà con una pluralità di iniziative di sensibilizzazione, incontri di beneficenza per raccolte di fondi che vanno all’Istituto per finanziare le attività di riabilitazione psicomotoria, l’acquisto di protesi cocleari, il sostegno delle spese sanitarie degli interventi, la promozione dell’adozione a distanza dei bimbi del Centro.
Quello che Ketty e Tatiana sostengono è che l’importante è che si sappia dell’esistenza di questo Centro in Palestina e che soprattutto il numero maggiore possibile di persone venga a conoscenza dell’esistenza di questi bambini, che hanno gli stessi diritti dei nostri ad avere un’infanzia felice e un futuro aperto di possibilità.
Ketty e Tatiana hanno realizzato un calendario per il 2012, i cui proventi, tramite un’offerta libera, andranno a favore del Centro Effetà. Alcune delle foto in esso contenute sono presenti in questa pagina.
Chi volesse contattare Ketty e Tatiana può chiamare al numero di Ketty, 0445893231, o scrivere a progettoeffetabetlemme@gmail.com, per chi volesse invece saperne di più del Progetto Effetà può consultare il sito www.effetabetlemme.net.
Quando si incontra il bene non si può restare indifferenti.
Y. D’Autilia