LA FIERA DI OGNISSANTI A CARPIGNANO SALENTINO: tra storia e tradizioni

Oggi, quell’area, diventata di periferia, poco frequentata se non di passaggio per andare a Martano, conserva ancora silenziosamente i segni di una storia che affonda le sue radici in un passato lontano, il Medioevo. Della chiesa di San Cosimo rimangono solo pochi ruderi, mentre si è conservato il bellissimo quadro dei Santi Medici, recentemente restaurato, che la comunità di Carpignano custodisce gelosamente nella Chiesa Parrocchiale. Vi si possono ancora vedere l’antichissima via Traiana-Costantiniana che partiva da Roma e collegava, nel suo tratto finale, Lecce e Otranto; una cisterna per l’acqua, che veniva utilizzata per dissetare le persone che raggiungevano Carbieno in occasione delle tre fiere: il primo giorno di Novembre, la prima domenica di Quaresima e la prima domenica di Luglio; e una serie di fosse granarie usate dagli abitanti della zona per riporre le vettovaglie, di proprietà un tempo dell’Abbazia di San Nicola di Casole.
E non ci si chieda perché il 1° novembre a Carpignano, nella chiesa parrocchiale, vengono esposte ancora oggi le statue dei Santi Medici, non certamente perché rappresentano tutti i santi, come qualcuno potrebbe pensare, ma più semplicemente perché il 1° novembre è la data di una delle tre feste dei Santi Medici riportate dal Sinassario Costantinopolitano, e che coincidevano con le tre fiere che si svolgevano in passato a San Cosimo o Carbieno. Una tradizione che ci unisce ancora una volta al vicino Oriente.
Certo è che il passaggio da Carbieno a Carpignano e poi da fiera di San Cosimo o di San Cosimo e Damiano a Fiera di Ognissanti disorienta, lascia un po’ perplessi ed è un segno dell’inesorabile trascorrere del tempo che cambia molte cose, anche la storia e le tradizioni che invece andrebbero preservate e attualizzate affinché possano riprendere degnamente il loro posto.
Per ora ci basta chiudere gli occhi e immaginare Carbieno, centro vivo e frequentato da tanti popoli, in particolar modo dai Greci provenienti dai territori di là dal mare occupati dagli Ottomani; essi in occasione della fiera mangiavano un cibo prelibato ma proibito nella loro terra d’origine, ossia la carne di maiale. Ed ecco che già il 31 ottobre sera gli stands del bollito di maiale sono pronti a ricordarci la “Sagra del maiale” nata per accogliere i mercanti che, arrivando a Carpignano qualche giorno prima della fiera, erano soliti finalmente, dopo l’estate, consumare questa pietanza così calorica.
Carpignano vi aspetta quindi, come ogni anno, alla Fiera di Ognissanti!
L’invito però è quello di passare per San Cosimo, sostare per un attimo in questo posto dove tutto è cominciato, e percepire che la storia non è poi così lontana perché le sue testimonianze sono ancora lì.
Lucia ANTONAZZO
ASSESSORE ALLA CULTURA E AL TURISMO
Comune di Carpignano Salentino
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