Martano: la città si interroga sulla lottizzazione di Via Alfieri

Sull’importante questione si interroga tutta Martano e le polemiche non mancano. A sollevare la questione è stato l’avvocato Donato Saracino che- per motivi professionali, dichiara, “mi sono imbattuto nella questione”. Sarebbe venuto a conoscenza- fra l’altro, che presso il Tar di Lecce è fermo un giudizio intentato dalla proprietaria, Francesca Comi, per obbligare l’amministrazione alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria nella zona di completamento in questione.
La segnalazione ha preoccupato notevolmente l’amministrazione in un momento di forte crisi finanziaria (le opere in questione richiederebbero un impegno finanziario notevole), tanto da farle chiedere un parere legale con l’intento di chiarire la sua posizione. In quest’ultimo, affidato al legale Domenico Petrachi,, in estrema sintesi, spetterebbe proprio all’amministrazione realizzare le opere che richiede la proprietà.
Ma l’avvocato Saracino non è dello stesso parere e sostiene che questo sarebbe stato possibile fino al 2005, ovvero prima dell’entrata in vigore del Piano regolatore Generale che all’articolo 38 delle Norme tecniche di attuazione recita che spetterebbe al proprietario delle aree realizzare le indispensabili opere primarie, oltre che cedere gli spazi da destinare a strade e parcheggi. “E’ la richiesta stessa del permesso di costruire convenzionato che implica il pagamento degli oneri di urbanizzazione primaria”. La convenzione, quindi non può essere ridotta alla semplice cessione gratuita del terreno per la loro realizzazione ma deve comprenderne gli oneri stessi.
“Da questo voluto equivoco”, osserva l’avvocato Saracino, “nasce l’interpretazione piuttosto personale per cui al soggetto privato si accorda la convenzione della cessione gratuita delle aree senza pretendere la richiesta del permesso di costruire. D’altra parte la proprietà Comi dopo aver venduto parte di quelle zone ha sottoscritto l’atto che stabilisce che ogni proprietario paghi per la sua parte gli oneri di urbanizzazione. E, qualora queste dovessero essere realizzate prima della vendita di tutte le aree disponibili, spetterebbe proprio alla proprietà Comi pagare la quota parte per quei terreni rimasti invenduti. Fra l’altro, rileva il legale, “l’amministrazione comunale con la recentissima determina dell’Ufficio tecnico n° 42/14 pubblicata nell’Albo Pretorio il 10 marzo del 2014, ha nominato il tecnico per il collaudo di una strada ricadente anch’essa in zona di completamento B4 convenzionata a spese dello stessa proprietà Comi che l’ha progettata e realizzata”. “Allora due pesi e due misure?”, chiede l’avvocato Saracino. La contraddizione è evidente.
Fernando DURANTE
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Non siamo in tribunale, ma nella Grecia parliamo in maniera semplice e chiaro; è forse, nel piano regolatore che hanno fatto il regalo ai proprietari del terreno che si sta lottizzando?
Per una migliore e più esatta comprensione dei fatti di cui si discute da parte di chi legge il suo articolo, è il caso di chiarire, brevissimamente, un aspetto della questione da me evidenziato nel parere richiestomi dal Comune di Martano circa “la possibilità che l’esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria da realizzarsi nelle zone B4, come nel caso specifico il prolungamento di via Alfieri, sia di competenza del proprietario dell’area e non della Pubblica Amministrazione alla quale sono state cedute le aree di sedime stradale” e da lei del tutto tralasciato ( nel suo articolo ha liquidato il parere da me dato in un solo rigo e dato massimo spazio alle tesi dell’Avv. Donato Saracino).
Come da lei riportato nel suo articolo, con il mio parere, concludendo, rispondevo al Comune di Martano di ritenere, nel caso di cui discutiamo, che la realizzazione delle opere di urbanizzazione spettasse, in forza della normativa vigente in materia, all’A.c. di Martano.
A ciò, riassumendolo in poche parole, premettevo che era ben possibile che le opere di urbanizzazione potessero essere realizzate dal proprietario dell’area ma perchè ciò accadesse, in forza della normativa vigente, occorreva che questi, nel caso la sig.ra Comi, chiedesse di essere autorizzato ad esguire dette opere a sue spese ed a scomputo degli oneri di urbanizzazione ed il Comune lo autorizzasse a farlo.
In atti, per quel che mi è dato di sapere, non vi è alcuns richiesta da parte della sig.ra Comi a realizzare le opere di urbanizzazione e non vi è, di conseguenza, una esplicita autorizzazione, in tal senso, da parte del Comune.
Alla luce del suo articolo, quindi, avendo lei fatto riferimento, riportando quanto dettovi dall’Avv. Donato Saracino, allla realizzazione di una strada in zona B4 da parte del proprietario dell’area sarebbe stato utile e doveroso da parte sua, che conosceva per intero il parere da me dato al Comune di Martano dal quale, ho saputo, le era stato inviato, fare un accenno, sia pure minimo, in ordine alla possibilità che, a mio avviso, le opere di urbanizzazione nelle zone tipizzate B4 potevano ben essere realizzate dal proprietario dell’area a condizione però che, come innanzi detto, il proprietario dell’area chiedesse di poterle eseguire a sue spese ed il Comune lo vesse autorizzato.
In detto caso, da lei riportato, vi è stata una apposita richiesta da parte del proprietario dell’area cui è seguita la relativa autorizzazione da parte del Comune.
Quindi, di conseguenza, e diversamente da quello che lei pensa, ( lei conclude il suo articolo dicendo ” la contraddittorietà è evidente”) nessuna contraddittorietà vi è per il fatto che in alcune zone tipizzate B4 possa essersi verificato che sia stato il proprietario dell’area a realizzare le opere di urbanizzazione, o parte di esse, e non il Comune.
Nel caso di cui discutiamo, invece, ribadisco è il Comune ad essere tenuto all’esecuzione di dette opere, mancando un’apposita richiesta da parte del proprietario dell’area e, quindi, una conseguente esplicita autorizzazione da parte del Comune.
E data la mia convinzione nel ritenere il Comune di Martano tenuto ad operarsi per realizzzare le relative opere di urbanizzazione lungo il prolungamento di via Alfieri non posso esonerarmi dal contraddire quanto detto dall’Avv. Donato Saracino, con riguardo all’art.38 delle N.T.A. del P.R.G., per il quale, in forza di detto articolo, come lei scrive, “spetterebbe al proprietario dell’area realizzare le indispensabili opere primarie…”.
Certamente così non è.
L’art. 38 citato che regola le zone tipizzate dal P.R.G., come B4, di completamento recita:
queste aree comprendono ” le maglie non ancora definite del tessuto edilizio, per le quali il P.R.G. ha previsto la realizzazione di nuove sedi viarie.”
” Il P.R.G. si attua per intervento edilizio diretto convenzionato. La convenzione dovrà prevedere la cessione gratuita delle aree interessate alla viabilità, ai parcheggi e all’arredo stradale così come definite nelle tavole di zonizzazione del P.R.G.”.
Niente, perciò, di quel che ha detto l’Avv. Donato Saracino si ricava dalla lettura di detto articolo nè, a mio avviso, poteva essere altrimenti alla luce della normativa Statale vigente.
Tanto per un doveroso chiarimento verso i suoi lettori.
Avv. Domenico Petrachi