Martano: si scrive Tares, si legge Tarsu. E viceversa.

Ma vengo al dunque. Sapete tutti della tassazione comunale ormai giunta ai massimi. Addizionale Irpef all’8%; mini Imu da pagare anche sulla prima casa a Gennaio, nonostante in 90 dei 97 comuni della provincia sia stata cancellata; Imu aumentata al 10,60 per mille sulla seconda casa e immobili commerciali. La motivazione in estrema sintesi: se le spese sono elevate, la tassazione non può che essere elevata. E nel bilancio 2013 sono stati inseriti come spese straordinarie circa 620.000 euro di debiti fuori bilancio che rinvengono da anni pregressi, di cui gran parte per acquisizione di beni e servizi. Quelli del 2013, che ancora si devono conoscere, saranno evidentemente traslati sul bilancio del 2014. E così via, finchè, con le tasse pagate (certamente non con i tanti soldi che arriveranno per le opere pubbliche), si riuscirà pian piano (forse) a sanare una situazione finanziaria non certamente florida, per poi magari sentirsi dire che i problemi li ha risolti chi amministra e non chi paga.
Dulcis in fundo, la tassa sui rifiuti. La tristemente famosa TARSU già di per sé è una tragedia da anni, a causa di un contratto, ancora di là da scadere, che vede costantemente aumentare i costi del servizio e la tassa rincorrerli. La cronistoria eccovela. Il 2013 porta una novità. La TARSU, per legge, deve divenire TARES e, in parte, deve tenere in considerazione le differenti situazioni che si possono verificare dal punto di vista della produttività dei rifiuti (utenze domestiche o attività produttive, residenti e non residenti, ecc.) e la composizione dei nuclei familiari, nonché la loro situazione economica. Inoltre prevede un balzello aggiuntivo per lo Stato (0,30 euro al mq).
Come tutte le tasse, deve esserne deliberata la tariffa e il regolamento di applicazione. Prima con delibera di Giunta, poi con delibera di Consiglio Comunale.
La proposta di delibera per l’Istituzione della TARES approda in Consiglio il 12 settembre 2013, mancante di un Regolamento che riconosca le differenti situazioni e del Piano Finanziario che descrive i costi del servizio e la sua copertura. Per cui la proposta è monca, e la discussione lo è altrettanto, e verte solo sul fatto che, per legge, si deve istituire la TARES e le rate si debbono pagare alle scadenze del 31 ottobre, 30 novembre e 31 dicembre.
L’obbligo pare tassativo, ma, di fronte ai legittimi dubbi, si risponde che in sede di approvazione della tariffa e del regolamento relativo se ne riparlerà. Nessuna notizia, intanto, viene data ai cittadini. Passa più di un mese. Il 22 ottobre si tiene un Consiglio Comunale, ma all’ordine del giorno la TARES non c’è. Ancora nessuna pubblicità per i cittadini, i quali, però, a ridosso della scadenza del 31 ottobre, ricevono la comunicazione con allegati gli F24 per i primi due pagamenti a chiaro titolo di TARES.
Il Consiglio Comunale del 28 novembre è incandescente, per via della presenza di cittadini giustamente infuriati (Associazione Martano in Movimento e altri) che chiedono spiegazioni e rinvii e protestano anche contro l’aumento dell’Imu. Ancora una volta, nell’Od.g. del Consiglio, di TARES e Regolamento non c’è nemmeno l’ombra. Se ne discute però e tanto; nel votare contro l’aumento dell’IMU, io sottolineo la situazione di incertezza legata al fatto che non si sappia quanto pagare complessivamente per la TARES, nonchè quando. Nessuno nella maggioranza fa accenno a cambiamenti di rotta e al ritorno alla TARSU, a cui il Governo, in data 28 ottobre, ha nel frattempo decretato che si possa eventualmente tornare. Nessuno dice perchè manca ancora il Regolamento. Paradossale che un’Amministrazione che sforna continuamente Regolamenti non ne abbia fatto uno più utile di altri. In merito al quando, il vicesindaco conferma (a torto) l’obbligo di legge di pagare entro l’anno le tre rate.
La vicenda si riapre il 5 dicembre, giorno fissato per l’approvazione del Bilancio di previsione per il 2013. Il regolamento della TARES non è nell’o.d.g. anche stavolta, nonostante sia l’ultima data utile per farlo. Prima del Consiglio, il Revisore Unico fa sapere a me e ai Consiglieri di minoranza che c’è una delibera di Giunta Comunale del 11 novembre che reintroduce la TARSU.
Si assiste a una vicenda incredibile: il Consiglio Comunale ha approvato il 12 settembre la TARES e la Giunta l’ha “cambiata” in TARSU in data 11 Novembre, senza coinvolgere nella discussione e nell’approvazione il Consiglio, visto che anche per la TARSU va discusso e approvato il relativo regolamento, e nonostante ci fosse stato un altro Consiglio in data 28 novembre. Apro una parentesi: non è detto che per qualcuno la TARES non sarebbe stata più conveniente secondo il principio “chi inquina di meno, paga di meno”. Ai Capigruppo della minoranza la delibera di Giunta non è stata nemmeno comunicata. Questo dichiara il Consigliere Bovino in Consiglio.
Viene così accettata la mia richiesta (avallata dalla minoranza) di inserimento all’ordine del giorno quantomeno del rinvio (legalmente possibile) delle due scadenze della tassa (TARES/TARSU) del 30 novembre e del 31 dicembre, rispettivamente al 31 maggio e 31 ottobre 2014, (così come ha anche chiesto l’Associazione Martano in Movimento), e di adeguata comunicazione a mezzo manifesti e sul sito web istituzionale.
Il Consiglio viene sospeso per 15 minuti. Dopo la pausa, senza nessuna votazione, il Sindaco comunica semplicemente che solo la rata del saldo del 31 dicembre sarà rinviata al 31 marzo 2014.
Si attendono comunicazioni ufficiali ai comuni mortali, anche in merito a eventuali sanzioni per i ritardi nei pagamenti delle altre rate, le cui scadenze non possono non avere una qualche certezza, almeno nel termine ultimo.
Il Consigliere Comunale
Toni Iervoglini
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Caro Luigi, non devo giustificarmi, nè ho la coda di paglia, ma leggo tra le righe una sorta di provocazione da parte tua a cui rispondo brevemente. Io ho sempre cercato di essere coerente con quanto detto e quanto fatto o votato in Consiglio, nonostante sia “nella maggioranza”. Se ci sto è perchè lì sono stato votato da chi mi ha ritenuto degno di fiducia, anche se il mio ruolo è di semplice consigliere comunale senza deleghe, che ho rimesso sin da Luglio 2012 perchè non potevo esercitarle appieno e secondo i miei principi. Del resto, a suo tempo, ho chiarito pubblicamente le motivazioni di quel gesto.Ci sarebbe bisogno di molto spazio per dire dei tanti dettagli di quella mia esperienza da delegato durata circa due anni, ma non è questo il momento, nè il luogo.E forse la mia vicenda personale nemmeno ti interessa, anche se dovresti conoscere più fatti e più situazioni per esprimere opinioni così nette. Mi riferisco alle tue considerazioni sul coraggio. Certamente non mi considero (nè puoi farlo tu) un servo sciocco. Saluti.
L’unica certezza che questi amministratori riescono a dare a noi martanesi?… La loro ipocrita e mentecatta pretesa di amministrare nel giusto, violando qualsiasi legge “del buon senso” e/o del diritto, soprattutto quando si tratta di coprire i propri errori ed interessi…. e dih esempi ne abbiamo a bizeffe!!! Chi pensa di essere la “voce critica nella maggioranza” si assuma finalmente il coraggio di votargli contro per mandarli a casa… prima che se ne interessi la Prefettura o la Magistratura!!?