OLE 2012 – Otranto Legality Experience
Prossimi appuntamenti: a Lecce fino al 27 luglio con il summer camp, e dal 27 al 29 luglio a Otranto con il public forum.
Economie illegali, mafie e globalizzazione finanziaria: il ruolo delle istituzioni europee e il caso Grecia, il narcotraffico in Messico, la militarizzazione, il contrabbando di armi. Sono questi i temi affrontati nell’ambito dell’edizione 2012 di OLE (Otranto Legality Experience), realizzata con il contributo della Regione Puglia e organizzata da FLARE Network in collaborazione con il Comune di Otranto, il Comune di Lecce, la Provincia di Lecce, Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie), Libera Terra e Terra del Fuoco Mediterranea. Direttore culturale Vittorio Agnoletto.
Dibattiti e incontri mirati alla conoscenza e all’approfondimento della criminalità organizzata e di come essa opera a livello globale, talvolta, in stretta connessione con il mercato finanziario transnazionale la cui carenza di regole condivise tra gli Stati rappresenta un humus ideale per i capitali mafiosi.
Formare i giovani nella consapevolezza che la società civile sia la più potente arma di contrasto alla criminalità organizzata è l’obiettivo principale di OLE che, quest’anno, si presenta nell’innovativa formula Summer School (16-21 luglio), Summer Camp (23-27 luglio), Forum pubblico (27-29 luglio).
“Come FLARE – spiega il direttore esecutivo di Flare Roberto Forte – riteniamo fondamentale offrire un’analisi dei fenomeni criminali che parta da una riflessione sui sistemi economici e legislativi europei e mondiali. Questo non solo per offrire una concreta opportunità formativa per studenti, attivisti e professionisti, ma anche per aprire il dibattito sulle criminalità organizzate anche a quei mondi sociali e istituzionali che normalmente non se ne occupano. Questo è il senso profondo di OLE: costruire uno spazio culturale in grado di analizzare i fenomeni da molteplici punti di vista, per costruire insieme soluzioni condivise ed efficaci”.
E come nelle precedenti edizioni, OLE 2012, si concentra sul rapporto tra criminalità organizzata e finanza in una dimensione transnazionale focalizzandosi sul commercio di armi e il traffico di droga.
Gli studi, le inchieste giudiziarie, i rapporti del governo nazionale e dei governi del Mondo, d’altra parte, hanno messo in evidenza come ci siano organizzazioni criminali che, seppur nate con specifiche connotazioni etniche, territoriali e culturali, operano a livello transnazionale, in un regime di scambio e collaborazione che investe tutto il globo e minaccia da vicino tutte le nazioni maggiormente industrializzate, politicamente stabili ed economicamente forti. Le organizzazioni criminali sono quindi, ormai, strutture complesse che dimostrano un’elevata flessibilità e adattabilità al mercato e alle possibilità delle globalizzazioni e delle vere e proprie politiche interne ed esterne.
E’ indubbio che oggi il sistema criminale sia penetrato all’interno del sistema capitalistico. Non esiste più una separazione netta tra economia legale e illegale, anzi c’è un’economia finanziaria formalmente legale ma che concretamente si comporta illegalmente, soprattutto a causa del vulnus normativo nel quale opera.
L’UE non sfugge a tale situazione: con 29 sistemi giuridici differenti, più del numero degli Stati dell’Unione (infatti alcuni, come la Gran Bretagna, ne hanno più di uno, in base alle autonomie amministrative) e con altrettanti sistemi fiscali, anche qualora vi fosse una decisa, trasparente e unanime volontà politica di contrastare il crimine organizzato internazionale, è evidente come questo sia oggettivamente un obiettivo difficile da raggiungere. E anche sul piano degli interventi più immediati, che sarebbe già possibile attuare, sono stati fatti pochi passi in avanti: oggi sono solo tre, e tra questi non c’è l’Italia, i Paesi dell’UE che hanno reso automatica sul loro territorio la confisca dei beni mafiosi decisa da un magistrato di un altro Paese europeo.
La crisi, infine, rischia di essere ulteriore volano per le economie criminali, per la disponibilità in tempo reale di ingenti quantità di denaro da investire, a differenza delle realtà economiche legali, sono in grado di aggiudicarsi percentuali significative degli appalti per le grandi opere e trovano terreno fertile per riciclare i loro ingenti capitali nelle pratiche usuraie.
Come sottolineato, nel corso della Summer School, da Danilo Corradi, assistente di storia contemporanea presso l’Università di Roma, “in questo modo il debito sovrano degli Stati in crisi resta il principale ostacolo non solo per un orizzonte di ripresa economica ma anche per un mercato libero da condizionamenti criminali e per scelte incentrate su criteri di giustizia ed eguaglianza”.
Una settimana impegnativa ma appassionante quella appena trascorsa dedicata alla summer school che, nei prossimi giorni, lascia il passo al summer camp e al forum pubblico. Ancora interessanti e avvincenti argomenti in programma: dal sistema bancario e il riciclaggio di denaro al ruolo delle lobby finanziarie, delle istituzioni regionali e nazionali, al capitalismo finanziario, al traffico di droga e le strategie internazionali per combatterlo in una prospettiva geopolitica, dal caso della Grecia a quello del Messico.
Molti gli ospiti che si succederanno nel corso della manifestazione: Don Luigi Ciotti Presidente di Libera, il prof. Emilio DE CAPITANI Ex Direttore Generale della Commissione Libertà Civili del Parlamento Europeo, Antonio COSTA direttore esecutivo UNODC – United Nations on Drugs and Crime, Pedro PAEZ Ministro delle Finanze in Ecuador, Alex KLEIN antropologo sociale e consulente presso UNODC e Commissione Europea, Roberto CALZADILLA ambasciatore Bolivia, WENDELA DE VRIES coordinatore della campagna contro il commercio di armi “Campagne tegen Wapenhandel”, Grazia ZUFFA psicologa e direttrice del mensile Fuoriluogo, Franco CORLEONE senatore e deputato, Francesco VIGNARCA coordinatore nazionale per la Rete Italiana per il Disarmo, e molti altri.
“Il nostro obiettivo è stimolare e informare – afferma Paolo Paticchio presidente di Terra del Fuoco Mediterranea. Ogni anno, con passione e dedizione, cerchiamo di portare nel nostro territorio le voci più autorevoli del settore chiedendo loro di raccontare un’esperienza, una verità. Rendere più accessibile il complesso discorso delle mafie e consegnarlo con semplicità nelle mani di chi è pronto ad avvicinarsi, a conoscere, è quanto di più ambizioso ci proponiamo. Siamo convinti che la mafia non possa combattersi solo nei palazzi di giustizia, crediamo, piuttosto, che la rivoluzione debba cominciare in strada, tra la società civile. Lo strumento più utile, in tal caso, è la conoscenza”.
Prossimi appuntamenti, dunque, a Lecce fino al 27 luglio con il summer camp, e dal 27 al 29 luglio a Otranto con il public forum.
Alessandra Caiulo