PerturbAzioni: Gioia Perrone

(Martha Cooley)
Inquadrare artisticamente e peculiarmente Gioia Perrone è un’impresa sostanzialmente impossibile. Credo non vi sia critico al mondo in grado di definire lo stile di Gioia Perrone perchè ciò che Gioia è, Gioia crea.
Scrittrice, fotografa, creativa visuale e mamma: tutto questo concorre fatalmente a creare la sostanza dell’artista che si accavalla e si mescola a quella della donna, in un magma mutevole e fecondo, in grado di generare – anche inconsapevolmente – poesia. Non c’è altro modo per descrivere l’opera della Perrone se non con il termine “poesia”, intendendo con esso non solo un mero esercizio lirico, ma un vero e proprio universo di impressioni visive e sensoriali, in grado di accendere una luce all’interno di uno spazio nero.
Lo spazio di Gioia è composto da frammenti, da piccoli pezzi eterogenei che però, in un modo razionalmente inspiegabile, sono in grado di combinarsi nella creazione di un’immagine unica e preziosa.

Senza il minimo interesse verso l’ideale formale ed estetico; senza alcuna forma di settorializzazione del proprio segno visuale, Gioia crea con il solo scopo di esplorare se stessa e cio che intorno a lei nasce e cresce, in un’inesauribile metamorfosi segnica e scenica in cui la vita reale è affiancata ad appassite reclame ed il tempo diviene archivio mnemonico nel quale lo scorrere delle stagioni sembra non avere alcuno scopo.

Cecilia Leucci
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Ho riletto quel che ha scritto Cecilia Leuzzi sull’artista che presenta, Gioia Perrone. Mi sono reso conto che è lei stessa una poetessa. La sua scrittura è musicale, dolce, senza eccessi. Compimenti. Fernando Durante
Speriamo, giorno dopo giorno, di riuscire ad affrontare nuove e affascinanti sfide, che ci facciamo crescere, senza smettere mai di credere nel nostro, piccolo grande, sogno.
Ecco, la bellezza per chi non crede che un miracolo possa esserci. Bisogna sognare, volare alto: sperare con fermezza
Fernando Durante