Serrano: 500 firme raccolte contro la chiusura dell’ufficio postale
Straordinaria mobilitazione della cittadinanza serranese.
Serrano- frazione di Carpignano Salentino- protesta contro la chiusura dell’Ufficio postale. Questa mattina, nella centrale piazza Lubelli, i consiglieri comunali hanno raccolto le firme di protesta dei cittadini da affidare alla Federconsumatori, come delega da presentare nelle sedi opportune, a difesa delle proprie ragioni. Oltre al presidente dell’Associazione, Antonio Moscagiuri è stato presente anche il legale della stessa, Mario Lorubio.
Questa decisione è scaturita a conclusione di una partecipata assemblea cittadina convocata dal sindaco del paese, Roberto Isola, per discutere della vicenda. Il problema è molto sentito e la gente minaccia di estinguere ogni conto corrente, se lo sportello continuerà ad essere chiuso. Il paese è composto, prevalentemente, da anziani e non dispone di servizi pubblici di mobilità per raggiungere l’Ufficio postale del paese che dista circa 3 chilometri.
In apertura di assemblea il primo cittadino ha illustrato i vari tentativi di scongiurare la chiusura, sottolineando l’incongruenza dell’atto. “Serrano”, ha detto il sindaco, “ ha depositi presso lo sportello maggiori dello stesso Carpignano. Non è una battaglia di campanile ma di oggettive valutazioni che dovrebbero suggerire la permanenza dello sportello”.
Fra le varie iniziative mirate a bloccare la chiusura da registrare l’interrogazione della deputata, Teresa Bellanova, presente in assemblea, rivolta al ministro delle Telecomunicazioni, Corrado Passera. Tutti i rappresentanti della provincia sono stati invitati a firmarla. “Ho allertato anche il Prefetto”, ha comunicato la parlamentare perché la decisione potrebbe innescare forti tensioni sociali”.
Il servizio postale è divenuta una spa, quindi deve fare profitti, “ma resta pur sempre concessione dello Stato”, ha sostenuto Moscagiuri. Tanti sono stati gli interventi di semplici cittadini. Ma, lo scetticismo prevale. Per il consigliere di opposizione, Cosimo Marrocco, al momento la soluzione “è impossibile, anche se sono sempre in prima linea per una battaglia a favore dei cittadini”.
Potrebbe essere necessario, secondo Lorubio, ricorrere alla magistratura per interruzione di pubblico servizio. Intanto l’ufficio è chiuso e la popolazione paga le conseguenze.
La Redazione