Tap, il fronte dei sindaci è diviso. Si va a Roma per ribadire l’assoluta contrarietà all’opera
Regione Puglia e fronte dei sindaci dei Comuni restano compatti e hanno deciso di essere uniti e non scendere a compromessi per ribadire il loro più assoluto “NO” al gasdotto e a ribadire questa posizione dopo il mancato accordo. Si va a Roma, l’incontro è previsto per oggi a Palazzo Chigi, ma non per sedersi al tavolo delle “compensazioni” che spettano al territorio che accoglie il gasdotto Tap. I sindaci riuniti nell’Assemblea convocata dal presidente della Provincia, Antonio Gabellone, nella giornata di lunedì ne erano presenti 37, più del doppio di quelli presenti all’ultima riunione, hanno stabilito di presentarsi a Palazzo Chigi con un documento in cui sostanzialmente chiedono al governo una “moratoria”.
Nell’incontro a Roma, prima di tutto si chiarirà che il territorio salentino è coeso e compatto su posizioni di contrarietà all’opera. In un secondo momento si chiederà di attendere la conclusione dell’iter autorizzativo (al momento è completo quello per Tap, ma si attende la conferenza dei servizi sulla condotta Snam da Melendugno a Mesagne, ma si tratta di parere non vincolante). Questo consentirà di avere le idee più chiare sul futuro, anche se – il presidente Gabellone lo ha ribadito – non ci sono possibilità di uno spostamento dell’approdo da San Basilio e men che meno di una improvvisa “cancellazione” dell’opera. Solo allora si potrà aprire con il Governo un “Tavolo Salento” in cui si potranno affrontare in maniera concreta quattro temi che costituiscono le priorità per l’intero territorio: ambiente, salute, energia e sviluppo.
È stata una riunione-fiume quella a Palazzo dei Celestini, ma è servita a chiarire diversi punti che, negli ultimi mesi, hanno creato un corto circuito tra istituzioni sulla questione Tap. Innanzi tutto, si è chiarito che il “Tavolo Salento” dovrà essere cosa ben diversa dal tavolo a cui partecipano Tap e Snam ed in cui si discute delle compensazioni che dovranno riguardare solo i Comuni interessati dal tracciato del gasdotto. Una riunione che, però, ha visto l’assenza di una buona parte dei sindaci salentini: Vernole, Melendugno, Calimera, Martano, tra gli altri, non erano rappresentati dai loro primi cittadini che hanno voluto ribadire la loro contrarietà assoluta all’opera e a qualsiasi forma di compromesso. Durante l’incontro una dozzina di attivisti dell’associazione Terra Mia hanno presidiato gli ingressi di Palazzo dei Celestini per sollecitare i sindaci a non accettare il terreno della trattativa con Tap e Snam.