Zollino non dimentica: presentazione del libro “La Deportazione salentina nei Lager Nazifascisti”

LA DEPORTAZIONE SALENTINA NEI LAGER NAZIFASCISTI, martedì 27 gennaio ore 19.00 a Palazzo Raho.
Dopo i saluti del Sindaco Antonio Chiga interverrà Ada Donno della Direzione A.N.P.I. di Lecce e l’autore del libro. L’iniziativa rientra nel progetto del Comune di Zollino denominato “Dai 100 anni dalla Grande Guerra ai 70 anni della Liberazione” finalizzata alla promozione della conoscenza della storia locale, di episodi, fatti e personaggi zollinesi legati ai due eventi bellici mondiali. Grazie alla ricerca del prof. Luceri di Martano rivivono i nomi, i volti e le storie dei tanti salentini deportati nei campi di concentramento. Tra questi anche quelli dei trentadue zollinesi che hanno vissuto il dramma della deportazione.
LA DEPORTAZIONE SALENTINA NEI LAGER NAZIFASCISTI è un lavoro di documentazione storiografica appassionato, puntuale, scientifico, durato anni di ricerca e che ha visto il prof. Ippazio Antonio LUCERI, aggiungere con un lavoro certosino, un ulteriore tassello: quello della DEPORTAZIONE SALENTINA – (di Lecce e provincia) – nel gran mosaico della DEPORTAZIONE ITALIANA inserita nel contesto ben più grande della DEPORTAZIONE INTERNAZIONALE nei lager nazifascisti.
L’OPERA deve considerarsi la PRIMA nel suo genere in tutto il contesto dell’Italia meridionale ed è altrettanto meritoria perché nutrita ed edificata, giorno dopo giorno, non da finanziamenti pubblici o privati ma soltanto dalla tenacia e dalla passione del prof. LUCERI, martanese di origine e figlio della RESISTENZA.
La presenza nel libro di ben 7174 schede biografiche, per la maggior parte di ex militari, che dopo l’8 settembre 1943 si erano rifiutati di prestare giuramento di fedeltà alla RSI o al regime nazista di Hitler, riscatta dall’oblio, la memoria di quanti, pur in situazioni di estremo disagio e difficoltà, hanno contribuito, spesso anche con il sacrificio della vita, all’abbattimento dei regimi nazifascisti DONANDOCI la NOSTRA LIBERTA’.
Ogni scheda è supportata da dati anagrafici: data di nascita, generalità dei genitori e – per quanto è stato possibile – del periodo di prigionia, del o dei lager in cui si è stati deportati, nonché della data del decesso.
Sì! Anche del decesso! Perché dei 7174 deportati, purtroppo, ben 584 prigionieri non hanno MAI PIU’ fatto ritorno a casa. Di questi, infatti, ben 420 sono deceduti mentre erano prigionieri dei nazifascisti o deportati nei lager di Hitler; 159 hanno perso la vita in mare mentre erano a bordo delle navi (Petrella, Donizetti, Oria, Sinfra ecc. ecc.), per essere deportati e 5 deceduti, al ritorno in Patria, a causa della deportazione.
E’ stato un lavoro che ha visto la presenza dell’Autore curvo per ben tre anni su tutti i Fogli Matricolari (dei militari leccesi nati negli anni 1900 – 1924), presenti nell’Archivio di Stato di Lecce. Presenza altrettanto assidua, coinvolgente ed entusiasmante, nei vari Archivi dell’ANPI (a partire da quello nazionale di Roma e provinciale di Lecce), dei vari Istituti della Resistenza e del Movimento di Liberazione in Italia (ILREC di Genova, ISEC di Sesto San Giovanni, Istituto Parri di Bologna, etc, etc) e, non ultimo per importanza, dell’Archivio Segreto Vaticano. .
Il testo, inoltre, è corredato da più di 100 fotografie di Deportati Deceduti, da un indice alfabetico per Comuni d’origine e da una ricca bibliografia.
La Redazione
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